Correre a piedi nudi (o quasi) è bello e possibile. Ok, con un po' di attenzione e di giusto condizionamento del piede.
A me piace: ma non mi sento in grado di correre una maratona completa senza una scarpa da running.
Ho scelto di fare un allenamento alla settimana con le Vibram Fivefingers, le scarpe con le dita. Corro lungo le piste ciclabili o su asfalto.
Va bene, ma... se si vuole correre su sterrato? Come si fa coi sassi?
Be, si può fare. Ho testato le Vibram Fivefingers Spyridon LS: scarpe concepite per dare la possibilità agli amanti del barefooting (la corsa a piedi nudi) di cimentarsi anche sui sentieri sterrati e sui tratti tecnici dei trail.
Come funzionano? Grazie a una membrana speciale riescono a distribuire l'impatto di un sasso o di una radice, che colpiscono la pianta in un punto preciso, su tutto l'arco plantare, diminuendo drasticamente il colpo.
Le ho provate sugli stessi sentieri di un precedente test comparativo, quello che ho fatto un paio di anni fa sulle TrekSport, un modello di Vibram Fivefingers nate per i trekking e "piegate" alla corsa in montagna.
Il migioramento c'è, ed è molto ben percepibile. Il post continua sotto il video.
La pianta del piede è protetta e stabile durante la corsa sia su asfalto che in sterrato. E anche le dita dei piedi, "fasciate" dalla suola che risale fino a coprire la punta e l'unghia, sono al riparo da brutti incontri ravvicinati con sassi e ramoscelli.
Le consiglio per allenamenti in montagna brevi, non superiori ai 10/12 km, anche per non sovraccaricare e mettere a rischio l'articolazione della caviglia.
Info, allenamenti, trucchi, consigli e pensieri del momento sulla corsa e su come conciliare l'allenamento con la vita della famiglia. Che, a volte, è un po' complicata. Ma non difficile. Basta svegliarsi presto.
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mercoledì 9 aprile 2014
venerdì 4 aprile 2014
Più vicino alla Maratona di Parigi /3. Come rendere una scarpa nuova pronta per la gara
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| Mi sa che mi tocca pure dormirci con le Mizuno. |
Sono arrivato a Parigi un paio d'ore fa, alle 22. I cuccioli e "colei che tutto sopporta" sono a casa. Dormono, penso. Anche perché al mio "Ti chiamo quando arrivo in albergo", lei ha risposto "Lascia stare, dormo con lui nel lettone". Non fate battute, dai.
Mi mancano i cuccioli. Succede sempre così.
Sono a Parigi perché domenica 6 aprile si corre la trentottesima edizione della Schneider Electric Paris Marathon. Una maratona pazzesca, con 50.000 iscritti. Numeri da Maratona di New York. Saranno 42 km fantastici, con un percorso che attraversa in lungo e in largo la città: Campi Elisi, Tour Eiffel, Senna, Bois de Boulogne... Non ci faremo mancare nulla.
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| Il percorso della 38esima Schneider Electric Paris Marathon: due volte Parigi, da sinistra a destra. Wow. |
In effetti, devo dire che lo stop (con tanto di allenamento alternativo) ha funzionato: non ho (quasi) più male e ieri mattina ho fatto un'uscita di corsa vera (a parte un paio di mini Trail, però il medico non lo sa mica), tra l'altro in Vibram FiveFingers per non affaticare il ginocchio. (Ok, so cosa state pensando, ma è vero che non affaticano il ginocchio). Risultato, 10km corsi a 4.28 di media, bello tranquillo.
Bene, ma... Farne 10 è una cosa. Farne 4 volte tanto è un'altra. Ho almeno un paio di amici che si sarebbero incavolati di brutto. Ma come... uno sa che andrà a Parigi, si prepara... e poi il mese prima, al momento dei lunghi "seri" deve mollare? Be, sì. Succede.
E così, un infortunio ti costringe a cambiare programma. E ti chiedi, vado o non vado? Un po' ci pensi, ed è normale. Poi ti accorgi di una cosa: sei libero dal crono, libero dal devofarebene... sono davvero libero. Libero di godermela. E libero di raccontarla.
Farò una cosa che non ho mai fatto. Mi porto l'iPhone in gara, in modo da riprendere volti, sorrisi, sensazioni. Vediamo cosa ne scaturirà. E se riuscirò a regalare anche a voi un po' di questi 42 km.
Ora sono tornato al tempo presente. L'albergo è bello, anche se freddo come tutti quelli nei palazzoni delle grandi catene internazionali. Niente a che vedere con i piccoli alberghi che sa trovare mia moglie per le vacanze.
Il futuro, cioè sabato sera, è il ritiro del pettorale al Palazzo delle Esposizioni alla Porte de Versaille. Chissà se sarà grande come il Jacob Javis Centre di New York.
Dimenticavo. C'è un'altra cosa che non ho mai fatto. Usare scarpe nuove in gara. Ma proprio nuove nuove. Già, perché in questi 8 anni da runner di marche ne ho provate un sacco. Ma mai prima d'ora mi ero confrontato con le Mizuno Wave 17. Il numero indica l'edizione della scarpa. E io non sono superstizioso. Anche perché porta sfiga.
La scarpa nuova deve prendere la forma. Come fare? Usandola per tanti allenamenti. E se non c'è tempo, indossandola più che si può. AGGIORNAMENTO - Ho deciso di raddoppiare l'errore.
mercoledì 19 marzo 2014
Dal baseball alla corsa, passando per i cartoni giapponesi: scegliere la scarpa con Mizuno
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| "Pat... Pat... Ragazza del baseball!..." Cosa c'entra con la corsa? Continua a leggere il post. |
Ogni tanto mi veniva qualche dubbio quando guardavo i cartoni animati giapponesi sportivi. Passi per il calcio con Arrivano i Super Boys, Holly e Benji e il loro campo chilometrico in collina. Passi la palla a volo con Mimì e sua cugina Mila. Ok anche per Lotty e il golf (non conosco l'argomento). Tutti campioni, tutti i migliori, tutti giapponesi. Ma, mi chiedevo: possibile che i giapponesi fossero destinati a essere forti pure nel baseball? E per giunta che avessero una ragazza, una certa Pat, capace di un tiro assurdo e impossibile da ribattere? No, roba da propaganda del Sol Levante.
Eppure qualcosa di vero c'è. Ai giapponesi il baseball piace un sacco. E lo amano dall'inzio del 1900. Al punto che nel 1906 un giapponese aprì a Osaka un negozio di articoli sportivi dedicato proprio al baseball. Il giapponese in questione si chiamava Rihachi e aveva un figlio di nome Kenjiro. No, non scherzo. Sembra una storia da cartone animato delle sette stelle di Okuto. Invece è vera.
Di cognome, Rihachi e Kenjiro fanno Mizuno. E dopo anni di specializzazione nel miglioramento delle prestazioni degli atleti, si sono concentrati sulle scarpe da running. Oggi le Mizuno sono vendute in 50 paesi nel mondo. E sono scarpe da fondo, maratone, atletica leggera e trail.
Di recente mi sono imbattuto in una applicazione realizzata proprio da Mizuno per scegliere la scarpa adatta, la Precision Fit Online che vi consiglio: fornisce una analisi semplice ed efficace del piede da fare online e che si può anche condividere su Facebook. Da provare.
ps. Su youtube si trovano un sacco di cartoni animati giapponesi da far vedere ai tuoi figli. Gratis.
"E ma sono così violenti! Molto meglio la Pep..."
No. Per niente. Sono cresciuto guardando l'Uomo Tigre e non avrei il coraggio di tirare il collo a un pollo.
ps Qualcuno ricorda se c'è mai stato un cartone animato giapponese sul running?
sabato 15 febbraio 2014
Male al ginocchio? Corri senza scarpe: lo dicono ad Harvard
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| La suola delle Vibram Fivefingers modello Bikila. |
Da un po' di tempo ho preso l'abitudine di fare una corsa alla settimana con le Vibram Fivefingers. Abitudine che avevo smesso a dicembre, causa troppa neve e troppa pioggia (non mi piace avere i piedi freddi e bagnati).
Oggi le ho indossate e sono uscito per fare 10 km. Ogni volta che le uso su distanze così, rimango stupito. Niente dolore al ginocchio e un tempo medio di 4.24 al km.
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| A "piedi nudi" su asfalto? Sì. Ma anche su erba o pietra. |
Ma perché la corsa senza le scarpe è così piacevole (anche se all'inizio fa un po' paura)? Ad Harvard lo stanno studiando: e sostengono che non siamo nati con le scarpe da corsa (ma va?).
Guarda questi video.
Qui è analizzato l'impatto della corsa a piede nudo.
E qui sotto, invece, con una scarpa da running.
venerdì 7 febbraio 2014
Il video: Asics J33 e scansione in 3D del piede
Ho provato una scarpa un po' speciale. Fa parte della linea Natural Running di Asics, pensata per far correre "come a piedi nudi". O quasi. Come è andata? Te lo racconto in questo video. Il post continua sotto.
Siamo lontani dalle sensazioni estreme (e per me piacevolissime) delle Vibram FiveFingers, ma si tratta comunque di scarpe che non ti obbligano a correre sul tallone.
Le Asics J33 sono leggerissime, pesano solo 208 grammi. Sono adatte alle uscite più brevi.
Il loro obiettivo è proprio quello di spingerti a stare un po' di più sull'avampiede, facendo lavorare così l'articolazione del ginocchio con meno stress.
Quelle che ho provato io sono le J33: un modello speciale, al quale è stato aggiunto un sistema che permette una leggera antipronazione. Ho anche testato una scansione 3D del piede, effettuata con un macchinario speciale, fatto di laser e telecamere. Risultato? Be, ho il piede sinistro più lungo del destro (circa mezzo centimetro). Ma non è un problema. Pare che nessuno al mondo sia perfettamente simmetrico.
Siamo lontani dalle sensazioni estreme (e per me piacevolissime) delle Vibram FiveFingers, ma si tratta comunque di scarpe che non ti obbligano a correre sul tallone.
Le Asics J33 sono leggerissime, pesano solo 208 grammi. Sono adatte alle uscite più brevi.
Il loro obiettivo è proprio quello di spingerti a stare un po' di più sull'avampiede, facendo lavorare così l'articolazione del ginocchio con meno stress.
Quelle che ho provato io sono le J33: un modello speciale, al quale è stato aggiunto un sistema che permette una leggera antipronazione. Ho anche testato una scansione 3D del piede, effettuata con un macchinario speciale, fatto di laser e telecamere. Risultato? Be, ho il piede sinistro più lungo del destro (circa mezzo centimetro). Ma non è un problema. Pare che nessuno al mondo sia perfettamente simmetrico.
venerdì 31 gennaio 2014
Novità - La scarpa da running Brooks Transcend
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| La scarpa da corsa Brook Transcend vista di fianco. |
Brooks fa scarpe secondo me ottime per iniziare a correre. Perché ha scelto la strada della comodità di calzata (le mie erano comode come pantofole, con una pianta ben larga) e quella del supporto antipronazione. Ok, se siete runner esperti, leggeri, e con una falcata superagile, sceglierete qualcosa di più leggero (le Transcend pesano 345 g in versione maschile, 286 g in quella femminile).
Ma se cercate la comodità e la sicurezza dell'appoggio, fanno per voi. Non solo: macinare tanti chilometri, più per passione che per amore del crono, si fa anche meglio con scarpe ultracomode e dalla falcata naturale.
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| La suola della scarpa da running Brooks Transcend. |
In linea con la scelta di sicurezza dell'appoggio, le Transcend sono scarpe classificate come A4 (con supporto antipronazione). Una qualità importante, che compensa un difetto di appoggio presente nella grande maggioranza dei runner.
Il tutto, condito dalla tomaia senza cuciture (altro elemento a tutto confort) e a un miglioramento della risposta elastica della suola del 25%, secondo quanto dichiara la stessa Brooks.
Nota dolente. Il prezzo. Le Brooks costano: questo modello sarà in vendita a 170 euro. Tanto? Be, sì. Tenete però conto che una buona scarpa da running può (anzi, deve) arrivare ad almeno 700 / 800 km percorsi.
sabato 18 gennaio 2014
A piedi nudi di corsa
C'è scarpa e scarpa.
E c'è chi studia qual è quella giusta.
E se fosse meglio correre a piedi nudi?
Guardate un po' cosa fanno ad Harvard, in questo laboratorio. Sostengono pure che se avete male a un ginocchio/anca/piede/mano/collo... è colpa delle scarpe.
Non so se hanno ragione. Io tempo fa ho provato due paia di scarpe "estreme". Ve le racconto in questo video.
E c'è chi studia qual è quella giusta.
E se fosse meglio correre a piedi nudi?
Guardate un po' cosa fanno ad Harvard, in questo laboratorio. Sostengono pure che se avete male a un ginocchio/anca/piede/mano/collo... è colpa delle scarpe.
Non so se hanno ragione. Io tempo fa ho provato due paia di scarpe "estreme". Ve le racconto in questo video.
Delle FiveFingers mi sono innamorato. Da un paio d'anni le uso per almeno un allenamento la settimana. Riguardo alle Hoka... ok, fantastiche in discesa.
Ma mi fa una gran paura pensare di cadere da quei 10 cm e passa di suola.
Comincia a correre /1 - Il running su strada: come scegliere la scarpa
Hai deciso di cominciare a correre? Bene. Prima di tutto una domanda.
Qual è la scarpa giusta per il running? Non solo quella con cui "ci si trova meglio".
Nella mia esperienza imparato che la scelta di una scarpa giusta per il running su strada passa da tre momenti fondamentali. (Un chiarimento: per running intendiamo la corsa su strada asfaltata. La corsa in natura, che necessita di scarpe specifiche, la chiamiamo trail).
Primo: osservare una suola vecchia. Prendete una scarpa da passeggio che usate da qualche mese. Ora osservate la suola. In quale parte è più consumata? Se abbiamo un appoggio prevalentemente neutro, sarà consumata nella parte esterna in basso del tallone, con una linea abbastanza netta.
Se invece siamo pronatori, si noterà una linea di maggior consumo lungo tutta la suola all'interno del piede. Se la linea di consumo è all'esterno, significa che siamo supinatori. Il 90% dei runner di strada tendono a essere leggermente iperpronatori. Gli ipersupinatori sono molto rari.
Secondo: quando proviamo le scarpe (sempre tutte e due), devono essere immediatamente comode. La sensazione, una volta indossate, deve essere quella di una "inforcata", precisa, morbida e capace di trasmettere al piede una bella sensazione di stabilità.
Terzo: vanno provate di corsa. Letteralmente. Per fare una buona scelta, meglio rivolgersi ai negozi che hanno un tapis roulant di servizio, meglio ancora con una webcam che inquadra i nostri piedi durante il passo. In questo modo si possono vedere le "risposte" delle scarpe sulle nostre falcate e scegliere un modello che corregga i nostri eventuali errori di appoggio.
Qual è la scarpa giusta per il running? Non solo quella con cui "ci si trova meglio".
Nella mia esperienza imparato che la scelta di una scarpa giusta per il running su strada passa da tre momenti fondamentali. (Un chiarimento: per running intendiamo la corsa su strada asfaltata. La corsa in natura, che necessita di scarpe specifiche, la chiamiamo trail).
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| Appoggio normale (neutro) |
Primo: osservare una suola vecchia. Prendete una scarpa da passeggio che usate da qualche mese. Ora osservate la suola. In quale parte è più consumata? Se abbiamo un appoggio prevalentemente neutro, sarà consumata nella parte esterna in basso del tallone, con una linea abbastanza netta.
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| Iperpronatore |
Secondo: quando proviamo le scarpe (sempre tutte e due), devono essere immediatamente comode. La sensazione, una volta indossate, deve essere quella di una "inforcata", precisa, morbida e capace di trasmettere al piede una bella sensazione di stabilità.
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| Ipersupinatore |
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