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martedì 7 aprile 2015

Come partecipare alla Wings For Life World Run 2015


La partenza della Wings for Life World Run del 2014 a Verona.
C'è corsa e corsa. Il trail, quella su strada, la maratona, la mezza, la campestre (oddio... è un nome da scuole medie)... e poi c'è la Wings for Life World Run. Una corsa unica, quest'anno alla seconda edizione.

Che cosa è? È una corsa su strada che ha tre caratteristiche. Primo, è per beneficienza. Totalmente per beneficienza, nel senso che la pagano gli sponsor (Red Bull su tutti) e il 100% di quello che ci metti di iscrizione viene usato per finanziare la ricerca nella cura delle lesioni del midollo spinale.
Secondo, non devi tagliare il traguardo. È lui che ti insegue. Terzo, si corre in tutto il mondo contemporaneamente.

Come funziona. La corsa parte il 3 maggio alle 11 UTC (le 13.00 in Italia, a Verona): dall’America all’Asia fino all’Australia, l’orario sarà lo stesso per tutti i partecipanti nelle 35 città coinvolte. Dopo 30 minuti (alle 13.30 italiane) partiranno le Catcher Car: 35 vetture (una in ogni città del mondo dove si svolge la corsa) con a bordo speciali sensori, capaci di rilevare il chip a radiofrequenza presente su ogni pettorale.
Tutte le 35 auto sono collegate tra loro via Internet, in modo da scambiarsi i dati in tempo reale. Muovendosi a una velocità prefissata (che aumenta gradualmente durante la corsa), le auto raggiungeranno man mano i corridori: che, una volta superati, saranno eliminati dalla competizione. Fino a quando, in tutto il mondo, ne resterà solo uno: il vincitore assoluto.

Tutto chiaro? Bene. Ora direi che non hai scuse: anche perché Verona (la città dove si corre anche quest'anno la Wings for Life World Run) è perfetta per starci un po' con la famiglia. E c'è pure il ponte del primo maggio. 


Ancora una cosa. Grazie alla collaborazione con Focus è possibile iscriversi al Team Ufficiale di Focus, per "sfidare" amici e colleghi del blog Quanto Corri papà. 

martedì 15 aprile 2014

Corri per chi non può farlo alla Wings for Life World Run: il 4 maggio a Verona


Si avvicina la Wings For Life World Run, la corsa per chi non può correre. Una gara unica, per la prima volta con la stessa partenza alla stessa ora in tutto il mondo il 4 maggio 2014 alle 12 in Italia.

Organizzata dalla Wings For Life Foundation, associazione che finanzia la ricerca per la cura delle lesioni al midollo spinale, ha diverse location nel mondo: una è in Italia, a Verona.

L'iscrizione costa 40 euro e possono partecipare tutti, ognuno con un diverso obiettivo e correndo o passeggiando al ritmo preferito. Perché sarà il traguardo a inseguire i corridori!
Per iscriverti vai sul sito ufficiale della Wings For Life World Run. Che aspetti?

Il 100% del ricavato finanzierà la cura delle lesioni al midollo spinale.


Con la scusa di Romeo e Giulietta, puoi portare anche la tua lei e i tuoi bambini. Sarà bellissimo.

domenica 6 aprile 2014

Due città, una maratona: in bocca al lupo da Parigi a Milano


Alla fine ho scelto le...
A questo punto, direi che ci siamo. 6.32 del mattino, sto per prendere la metro che mi porta alla linea di partenza della Schneider Electric Paris Marathon. Nuvole su Parigi.
In bocca al lupo da Parigi a Milano, all'esercito di 65.000 persone che ha scelto di far battere il proprio cuore un po' di più.

In bocca al lupo a chi corre per qualcosa. Per dare, per ricevere, per ricordare, per stare bene o per far stare bene qualcuno.

In bocca al lupo per chi corre solo perché ha voglia di correre. E in questo modo, onora la corsa.

venerdì 4 aprile 2014

A Parigi, per correre la maratona della nonchalance /4

Quasi quasi corro dietro a questa. Tra l'altro, è elettrica.
Parigi non è New York. Eppure c'è la stessa gente. Si tratta della terza maratona di sempre come numero di partecipanti, dopo New York e Chicago. Quest'anno sono 50.000. L'atmosfera, però, è rilassata. E' in stile francese, è la maratona della nonchalance.

Stamattina la sveglia è suonata alle 6. Già. Stavolta non c'erano bambini da portare all'asilo, ma un po' di lavoro da fare. Fatto. A colazione (in Zona, come d'abitudine: l'aggiuntina di carboidrati la faccio da domani), manco l'ombra di un italiano. Saranno tutti in altri alberghi... o forse la maggior parte arriva domani: è ragionevole, in effetti. Sono io che l'unica maratona che ho fatto all'estero è New York, dove si arriva almeno 2 giorni prima per non ritrovarsi fusi dal fuso.

Con l'aspettativa del casino pazzesco sono andato alla Porte de Versaille, al Palazzo dello Sport dove consegnano i pettorali. E qui, sul serio, ho sentito per la prima volta l'aria della maratona. Non c'è la calca ordinata, imbrigliata dall'american way of organàis de pìpol che se non li organàis magari tirano fuori il calàscnicof. Qui non si passa sotto ai metal detector, non ci sono poliziotti armati fino ai denti. Ci sono tante persone (la maggior parte un po' in là con gli anni) che sorridono un sacco. Si sforzano di parlare in tutte le lingue. E hanno una parola gentile per tutti.

Più vicino alla Maratona di Parigi /3. Come rendere una scarpa nuova pronta per la gara

L'unica soluzione è indossarle spesso
Mi sa che mi tocca pure dormirci con le Mizuno.
A questo punto è il caso di dare qualche spiega... Potrei cominciare dall'inizio o dalla fine. Ma sarebbe banale. Comincio dal mezzo e vado un po' avanti e un po' indietro. Adesso sono nel mezzo.

Sono arrivato a Parigi un paio d'ore fa, alle 22. I cuccioli e "colei che tutto sopporta" sono a casa. Dormono, penso. Anche perché al mio "Ti chiamo quando arrivo in albergo", lei ha risposto "Lascia stare, dormo con lui nel lettone". Non fate battute, dai.

Mi mancano i cuccioli. Succede sempre così.
Sono a Parigi perché domenica 6 aprile si corre la trentottesima edizione della Schneider Electric Paris Marathon. Una maratona pazzesca, con 50.000 iscritti. Numeri da Maratona di New York. Saranno 42 km fantastici, con un percorso che attraversa in lungo e in largo la città: Campi Elisi, Tour Eiffel, Senna, Bois de Boulogne... Non ci faremo mancare nulla.

Ecco dove passa la Schneider Electric Paris Marathon
Il percorso della 38esima Schneider Electric Paris Marathon:
due volte Parigi, da sinistra a destra. Wow.
Però per me sarà una maratona un po' particolare. Anche perché non potrò correrla per "tentare il personale", come dicono gli amanti del crono. Motivo, un cavolo di edema della spongiosa (cioè mi fa male il ginocchio) che mi ha costretto a un mese di nuoto e macchina ellittica.

In effetti, devo dire che lo stop (con tanto di allenamento alternativo) ha funzionato: non ho (quasi) più male e ieri mattina ho fatto un'uscita di corsa vera (a parte un paio di mini Trail, però il medico non lo sa mica), tra l'altro in Vibram FiveFingers per non affaticare il ginocchio. (Ok, so cosa state pensando, ma è vero che non affaticano il ginocchio). Risultato, 10km corsi a 4.28 di media, bello tranquillo.

Bene, ma... Farne 10 è una cosa. Farne 4 volte tanto è un'altra. Ho almeno un paio di amici che si sarebbero incavolati di brutto. Ma come... uno sa che andrà a Parigi, si prepara... e poi il mese prima, al momento dei lunghi "seri" deve mollare? Be, sì. Succede.

E così, un infortunio ti costringe a cambiare programma. E ti chiedi, vado o non vado? Un po' ci pensi, ed è normale. Poi ti accorgi di una cosa: sei libero dal crono, libero dal devofarebene... sono davvero libero. Libero di godermela. E libero di raccontarla. 

Farò una cosa che non ho mai fatto. Mi porto l'iPhone in gara, in modo da riprendere volti, sorrisi, sensazioni. Vediamo cosa ne scaturirà. E se riuscirò a regalare anche a voi un po' di questi 42 km.

Ora sono tornato al tempo presente. L'albergo è bello, anche se freddo come tutti quelli nei palazzoni delle grandi catene internazionali. Niente a che vedere con i piccoli alberghi che sa trovare mia moglie per le vacanze.

Il futuro, cioè sabato sera, è il ritiro del pettorale al Palazzo delle Esposizioni alla Porte de Versaille. Chissà se sarà grande come il Jacob Javis Centre di New York.

Dimenticavo. C'è un'altra cosa che non ho mai fatto. Usare scarpe nuove in gara. Ma proprio nuove nuove. Già, perché in questi 8 anni da runner di marche ne ho provate un sacco. Ma mai prima d'ora mi ero confrontato con le Mizuno Wave 17. Il numero indica l'edizione della scarpa. E io non sono superstizioso. Anche perché porta sfiga.

La scarpa nuova deve prendere la forma. Come fare? Usandola per tanti allenamenti. E se non c'è tempo, indossandola più che si può. AGGIORNAMENTO - Ho deciso di raddoppiare l'errore.

mercoledì 19 marzo 2014

Dal baseball alla corsa, passando per i cartoni giapponesi: scegliere la scarpa con Mizuno

"Pat... Pat... Ragazza del baseball!..."
Cosa c'entra con la corsa? Continua a leggere il post.
A me piacciono i cartoni animati giapponesi. Logico, sono nato nel 1974: quindi sono cresciuto a pane e Jeeg, Goldrake, Peline, Conan (NON il detective), Gigi la trottola, Gundam, Gordian, Daltanious, Trider G7, Daitarn3 e compagnia.

Ogni tanto mi veniva qualche dubbio quando guardavo i cartoni animati giapponesi sportivi. Passi per il calcio con Arrivano i Super Boys, Holly e Benji e il loro campo chilometrico in collina. Passi la palla a volo con Mimì e sua cugina Mila. Ok anche per Lotty e il golf (non conosco l'argomento). Tutti campioni, tutti i migliori, tutti giapponesi. Ma, mi chiedevo: possibile che i giapponesi fossero destinati a essere forti pure nel baseball? E per giunta che avessero una ragazza, una certa Pat, capace di un tiro assurdo e impossibile da ribattere? No, roba da propaganda del Sol Levante.

Eppure qualcosa di vero c'è. Ai giapponesi il baseball piace un sacco. E lo amano dall'inzio del 1900. Al punto che nel 1906 un giapponese aprì a Osaka un negozio di articoli sportivi dedicato proprio al baseball. Il giapponese in questione si chiamava Rihachi e aveva un figlio di nome Kenjiro. No, non scherzo. Sembra una storia da cartone animato delle sette stelle di Okuto. Invece è vera.

Di cognome, Rihachi e Kenjiro fanno Mizuno. E dopo anni di specializzazione nel miglioramento delle prestazioni degli atleti, si sono concentrati sulle scarpe da running. Oggi le Mizuno sono vendute in 50 paesi nel mondo. E sono scarpe da fondo, maratone, atletica leggera e trail.

Di recente mi sono imbattuto in una applicazione realizzata proprio da Mizuno per scegliere la scarpa adatta, la Precision Fit Online che vi consiglio: fornisce una analisi semplice ed efficace del piede da fare online e che si può anche condividere su Facebook. Da provare.

ps. Su youtube si trovano un sacco di cartoni animati giapponesi da far vedere ai tuoi figli. Gratis.
"E ma sono così violenti! Molto meglio la Pep..."
No. Per niente. Sono cresciuto guardando l'Uomo Tigre e non avrei il coraggio di tirare il collo a un pollo.

ps Qualcuno ricorda se c'è mai stato un cartone animato giapponese sul running?

venerdì 7 febbraio 2014

Il video: Asics J33 e scansione in 3D del piede

Ho provato una scarpa un po' speciale. Fa parte della linea Natural Running di Asics, pensata per far correre "come a piedi nudi". O quasi. Come è andata? Te lo racconto in questo video. Il post continua sotto.



Siamo lontani dalle sensazioni estreme (e per me piacevolissime) delle Vibram FiveFingers, ma si tratta comunque di scarpe che non ti obbligano a correre sul tallone.
Le Asics J33 sono leggerissime, pesano solo 208 grammi. Sono adatte alle uscite più brevi.

Il loro obiettivo è proprio quello di spingerti a stare un po' di più sull'avampiede, facendo lavorare così l'articolazione del ginocchio con meno stress.

Quelle che ho provato io sono le J33: un modello speciale, al quale è stato aggiunto un sistema che permette una leggera antipronazione. Ho anche testato una scansione 3D del piede, effettuata con un macchinario speciale, fatto di laser e telecamere. Risultato? Be, ho il piede sinistro più lungo del destro (circa mezzo centimetro). Ma non è un problema. Pare che nessuno al mondo sia perfettamente simmetrico.

sabato 1 febbraio 2014

Comincia a correre /3 - La "non tabella" per iniziare

La corsa del mattino nel weekend: in due is megl che uan.
Stamattina non è nemmeno servita la sveglia. O meglio. La sveglia aveva le sembianze di un cucciolo umano che alle 7 del mattino ha scelto di iniziare la giornata. E il modo migliore, per lui, è quello di venire a giocare nel lettone di mamma e papà. L'altro cucciolo, una femmina, è rimasto ben protetto dietro le sbarre. Del lettino.

Resta il fatto che l'appuntamento con l'amico Renzo (altro papà che corre) era per le 9.45. Così c'era tutto il tempo di uscire, prendere il latte, un paio di focacce e preparare una bella colazione. Il trucco qui è quello di dire alla moglie "Avremmo fatto solo 10km ma visto che usciamo un po' prima...". Segnatevelo, funziona. Per la cronaca, anche io ho potuto mangiare con calma un bel toast: ottimo per il corretto rapporto tra proteine e carboidrati.

Quando si corre in due è difficile fare una corsa allenante al massimo per entrambi, a meno di non avere esattamente lo stesso ritmo. Ma poco importa. La piacevolezza della corsa con gli amici supera ogni desiderio di rispetto di tabella.

A proposito di tabella. Alcuni amici del blog mi chiedono le famose "tabelle per iniziare". Va bene. Solo che per iniziare servono le... "non tabelle".

Chiamo in causa il Professor Corsa, Enrico Arcelli. E' lui a spiegarci che la prima uscita di corsa va fatta dal medico. Anche se non  è obbligatorio, è molto meglio fare per prima cosa una visita dal medico sportivo, la stessa che serve per il rilascio del certificato medico agonistico. Utilissima per valutare a fondo la compatibilità dello stato di salute con la corsa.

Fatta? Bene. Ora, se avete meno di 40 anni fate una prima uscita di corsa di 15 minuti. Se ne avete più di 40, fatene 10. Poco? All'inizio sì. Ed è normale pensare "Ho impiegato più tempo a prepararmi e farmi la doccia...". A ogni uscita successiva, chi ha meno di 40 anni aggiunge 5 minuti. Chi ne ha più di 40, ne aggiunge 3. Non servono strumenti particolari, vi basta un cronometro.

A quale ritmo bisogna correre? Dice Arcelli "al ritmo che permetterebbe di raccontare una barzelletta". Per farlo, serve un po' più fiato di quanto se ne usa per rispondere a monosillabi. Significa, correte piano.

In breve, raggiungerete uscite da 40 minuti, che rappresentano un ottimo risultato per il neo runner.
E poi? E poi si inizia a ragionare per obiettivi. Tenendo presente l'unico, grande risultato da conseguire. Il piacere di correre.


venerdì 31 gennaio 2014

Novità - La scarpa da running Brooks Transcend

La Brook Transcend di fianco
La scarpa da corsa Brook Transcend vista di fianco.
C'è qualcosa di nuovo in negozio. Anzi, ci sarà dal 1 febbraio 2013. Brooks ha presentato giovedì 30 gennaio a Milano la nuova scarpa da corsa, la Transcend. Perché ne parlo? Per due motivi. Primo: quando ho iniziato a correre, nel 2006, le mie prime scarpe sono state Brooks (marchio americano storico, nato nel 1914). Ci sono un po' affezionato. Secondo: sembrano davvero essere qualcosa di diverso dal solito.

Brooks fa scarpe secondo me ottime per iniziare a correre. Perché ha scelto la strada della comodità di calzata (le mie erano comode come pantofole, con una pianta ben larga) e quella del supporto antipronazione. Ok, se siete runner esperti, leggeri, e con una falcata superagile, sceglierete qualcosa di più leggero (le Transcend pesano 345 g in versione maschile, 286 g in quella femminile).

Ma se cercate la comodità e la sicurezza dell'appoggio, fanno per voi. Non solo: macinare tanti chilometri, più per passione che per amore del crono, si fa anche meglio con scarpe ultracomode e dalla falcata naturale.

La suola della scarpa da running Brooks Transcend.
Il secondo motivo sta tutto nella novità. Le Transcend sono diverse. Brooks mette in pratica il concetto di "zone ideali di pressione", cercando di trasferire alla scarpa la forma e i punti di appoggio del piede nudo. Osservate la pianta del piede: la zona del tallone è più stretta di quella dell'avampiede. Lo stesso sistema è riprodotto nella suola Transcend, con un tallone leggermente più stretto della media (e decisamente inusuale).

In linea con la scelta di sicurezza dell'appoggio, le Transcend sono scarpe classificate come A4 (con supporto antipronazione). Una qualità importante, che compensa un difetto di appoggio presente nella grande maggioranza dei runner.

Il tutto, condito dalla tomaia senza cuciture (altro elemento a tutto confort) e a un miglioramento della risposta elastica della suola del 25%, secondo quanto dichiara la stessa Brooks.

Nota dolente. Il prezzo. Le Brooks costano: questo modello sarà in vendita a 170 euro. Tanto? Be, sì. Tenete però conto che una buona scarpa da running può (anzi, deve) arrivare ad almeno 700 / 800 km percorsi.

giovedì 30 gennaio 2014

Il runner sadico - La corsa col passeggino (e col passeggero)

La corsa coi passeggini di Vilnius. Da pianetamamme.it
Il fatto che ci piaccia correre non vuol dire che debba piacere a tutta la famiglia. Ok, riguardo a quanto poco sia efficace chiederlo alla moglie abbiamo già detto. C'è però una categoria famigliare che semplicemente non può opporsi a correre con noi. I bambini, soprattutto se molto piccoli. Perfetti quindi per la costrizione.

La prima volta, l'ho visto fare a San Francisco in California. Mattina presto (tanto lì svegliarsi presto non è un problema, visto il fuso), esco per farmi una corsetta. Altro che corsetta. Il Marina e il Golden Gate sono il paradiso dei runner. Alle 6.30 del mattino, con la nebbia che ti lascia intravedere i piloni di uno dei più bei ponti del mondo, c'era un sacco di gente. Veloci, lenti, magri, grassi, col cane, senza cane, col gatto (!), col pesce rosso nella boccia... ma soprattutto mamme e papà che correvano spingendo il passeggino. Il piccolo essere nel passeggino, di solito, dormiva. A volte rideva. Spesso gridava. Era giugno, non faceva freddo.

La cosa più sorprendente erano i passeggini. Quasi tutti i a tre ruote, grandi come uno scooter. Molti con il porta iPod e il porta bottiglia direttamente nel manico, ovviamente munito di freno.

All'epoca non ero ancora un papà (era il 2007). Lo sono diventato nel 2010: e quando c'è stato da scegliere il passeggino... bè, ho voluto uno di "quelli". Tre ruote, quella anteriore bloccabile, gonfiate ad aria, con ammortizzatore e freno a disco. Giuro.

Risultato? Non ci ho mai corso nemmeno una volta. Perché? Per due ragioni. Primo: mi sono organizzato in modo da non aver bisogno di farlo. Secondo: se ci avessi provato, mia moglie mi avrebbe buttato fuori di casa. "Eh?... vuoi svegliarlo e vestirlo perché tu vuoi andare a correre e vuoi che venga anche lui?".

Morale. Si può correre col passeggino? Sì. Ci sono molti papà che lo fanno? No, solo qualche mamma. Si corre bene col passeggino? Secondo me, no. Fate la prova con un carrello del supermercato. Poi lasciate perdere. E mettete la sveglia mezz'ora prima.

p.s. Il passeggino a tre ruote, con gli ammortizzatori, il freno e le ruote grandi, è comodo. Non tanto per correre, quanto per passeggiare su qualsiasi terreno e salire e scendere dai marciapiedi. Unico inconveniente, è un po' massiccio in auto. Da preferire se avete un bagagliaio grande.

lunedì 27 gennaio 2014

Comincia a correre /2 - Quali sono i vestiti giusti per il running?

Leggeri è meglio. Ma così è troppo. E' la Bare Buns Run di Vancouver (Ca)
Per iniziare a correre serve davvero poco. Le scarpe, certo. La voglia di iniziare, ovviamente. Se sei qui, almeno quella la do per scontata. Ora il tuo problema è: che cosa mi metto per correre? Quali sono i vestiti adatti alla corsa?

Eccoti alcuni consigli, come d'abitudine, frutto dell'esperienza.

  1. Non coprirti troppo. Soprattutto in inverno. Perché? Perché la corsa genera calore. Tanto calore. Se esci in una giornata fredda, devi avere un pochino di freddo per i primi 3 o 5 minuti. Significa che durante la corsa starai bene. Se esci e senti il giusto caldo, ne avrai troppo una volta iniziato a correre. Di regola, maglietta aderente a manica lunga (magari con colletto) e sopra giacchino leggero antivento o gilet sono sufficienti per il torace. Meglio che indossi anche guanti, soprattutto se corri la mattina presto.
  2. Copri la testa. In estate, per evitare insolazioni. E in inverno per evitare la dispersione del 30% del tuo calore. La superficie del cranio è grande quasi come quella della schiena. Usa un cappellino in estate (bianco è meglio) e una cuffia di pile in inverno.
  3. Attento alle etichette. Non nel senso di "marca", anche se ti consiglio di scegliere prodotti di buona qualità. Il problema è l'etichetta che ti sfrega sul collo. E' terribile: dopo 10 minuti di corsa ti provocherà irritazione. Toglila con un paio di forbici prima di iniziare.
  4. Le gambe sentono meno il freddo. Ma non vuol dire che NON lo sentano. In inverno, meglio coprire le cosce almeno fino al ginocchio. Il polpaccio può essere lasciato scoperto. In estate, il problema non si pone: valuta solo con attenzione se preferisci pantaloni aderenti tipo "ciclisti" (evitano le irritazioni da abrasione) o se ti trovi meglio con i classici pantaloncini da corsa indossati anche dai professionisti.
  5. Non preoccuparti della pioggia. A meno che non sia proprio gelida, non è importante non bagnarsi. Sotto un capo impermeabile, suderai come se fossi sotto la pioggia (e avrai un gran fastidio). La cosa fondamentale è che al termine della corsa tu sia al caldo e all'asciutto. Quindi, termina il tuo percorso alla macchina o a casa.
  6. Per gli uomini. Proteggi i tuoi gioielli. Indossa sempre slip aderenti, anche se durante il giorno porti boxer. I sobbalzi... fanno male.
  7. Per le donne. Proteggi le tue gioielle. Usa sempre un reggiseno sportivo. Non fare caso alle maratonete, che non ce l'hanno. Nel 99% dei casi... non hanno neanche il seno.

domenica 26 gennaio 2014

La corsa della domenica (con gli amici)

Corsa con gli amici. Una delle cose più belle al mondo.
Stamattina era perfetta per la corsa. Sole, non freddo, aria frizzante e pulita, niente fango sul percorso sterrato.
Sveglia alle 7.30... ok è domenica. Ma se avete due bambini di uno e quasi quattro anni, sapete benissimo che è quasi svegliarsi tardi.

Dicevo, sveglia alle 7.30, minicolazione (quattro frollini integrali e una sottiletta, più una tazza di the) e poi via a incontrare gli amici. Sì, perché una delle cose belle della corsa nel weekend è questa: si incontrano amici che condividono la stessa passione.

La corsa con gli amici, in effetti, vale di più. Più dell'allenamento, più delle tabelle da seguire, molto più dell'attenzione al cronometro. E' un bel momento passato insieme.

Poi, se proprio proprio ci tieni al crono e sai che farai un po' di strada con amici più lenti, puoi usare questo trucco: non incontratevi sotto casa tua. Raggiungili in un posto preciso a un'ora precisa e traccia un percorso per arrivarci. Basta usare Google Maps, scegliere la strada e pianificare in anticipo la tua uscita.

Conoscendo il tuo ritmo, sai quando arriverai (prenditi comunque 5 minuti in più): e potrai goderti il tempo insieme a loro, magari con un percorso che riporta proprio a casa tua.

Esempio: sai che farete insieme 10 km. Traccia un percorso che parta da casa tua fino al luogo del vostro incontro lungo 5 km. Se corri a 5 min al chilometro, esci di casa 30 minuti prima dell'appuntamento.

Io stamattina ho fatto così. Ed è stato davvero bello.