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| Oggi compio 10 anni di Trail. All'Ultra Trail du Mont Blanc 2015 |
Info, allenamenti, trucchi, consigli e pensieri del momento sulla corsa e su come conciliare l'allenamento con la vita della famiglia. Che, a volte, è un po' complicata. Ma non difficile. Basta svegliarsi presto.
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giovedì 27 agosto 2015
#10anniditrail - Alla Columbia Ultra Trail du Mont Blanc 2015
mercoledì 5 agosto 2015
Come si organizza una gara di corsa in montagna: l'Orobie Ultra Trail
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| La partenza della GTO |
Dicendo "gara" si dice un po' tutto: la gente, l'organizzazione, la sicurezza, le iscrizioni, i controlli, il materiale obbligatorio... C'è modo e modo di farli. E ci sono le gare "storiche", ben rodate o da sempre un po' scrause, e quelle nuove, che sono una scommessa.
Quando nasce una gara, si fa una scommessa. Riusciranno a organizzarla bene? Verrà gente? Piacerà? Ho partecipato alla versione "corta" (70 km) dell'Orobie Ultra Trail, neonata competizione sulle prealpi bergamasche. E ho corso (o ho tentato di correre) la GTO, il Gran Trail Orobie. Tentato perché mi sono infortunato. Capita. Stiramento di 4 cm al muscolo gracile della coscia sinistra.
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| Quando le nuvole si aprivano un po', era davvero bello... |
Sono arrivato a Bergamo la sera del 31 luglio. La partenza è fissata per il giorno dopo a Carona, alle 8.00. Quindi, la prima cosa da fare è andare a ritirare il pettorale. Dopo 10 anni di trail, ho imparato a fare una prima valutazione proprio da qui: e prendendo a modello la gara di riferimento, l'Ultra Trail du Mont Blanc. Spesso si vedono una bella fila, scatoloni pieni di buste e volontari volonterosi che ti chiedono "Come ti chiami?". Una volta ho risposto "Giacomo Leopardi" e la tizia (gentile e carina) ha iniziato... "Leo... Leo... No, non c'è. Aspetta... Francooooo!".
All'ingresso del palazzetto dello Sport di Bergamo c'è un cartellone con i nomi degli iscritti. E a ogni nome (in ordine alfabetico) corrisponde un numero di iscrizione. Vai allo sportello (ce ne sono tanti, suddivisi per numeri), dici il numero di iscrizione, ti chiedono un documento. Con un sorriso. Ecco come si fa.
Questo hanno fatto. Ma non è finita. Ai trail la sicurezza è importante. Ed è importantissimo avere il materiale obbligatorio. In particolare, ci sono quelle cose che chissà perché tutti dimenticano, #tantononsiusanomai. Coperta termica di emergenza, benda elastica per fasciature, fischietto. Il fischietto, in particolare, non è una sciocchezza. Salva la vita. Ci sono studi che dimostrano che se sai fischiare (o appunto hai un fischietto) hai 8 volte di più le probabilità di salvarti in caso di grave incidente in montagna. Puoi chiamare a lungo e ti sentono a grande distanza.
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| Il pacco gara dell'Orobie Ultra Trail. Così si fa un pacco gara. |
All'Ultra Trail Orobie hanno messo questi elementi essenziali dentro al pacco gara. Il tutto, confezionato in un marsupio rosso proprio carino (che ora uso come porta smartphone/portafogli/chiavi). Particolare interessante: era rossa anche la benda per le fasciature. Non è un dettaglio da poco: permette a tutti gli operatori sul percorso di riconoscere a colpo d'occhio gli infortunati. Chapeau per la scelta.
Non è finita. Oltre alle chiacchiere con le gentilissime addette al controllo, abbiamo ricevuto un paio di birre artigianali. Cosa molto gradita. Per giunta, personalizzate "Ultra Trail" e aromatizzate con bacche di goji e zenzero. Davvero ottime.
Così, con questa bella disposizione d'animo e tutto quanto preparato a puntino, me ne sono andato in albergo a dormire. La mattina dopo, nello stesso posto della consegna pettorali, c'era la navetta, pronta a partire alle 5.30. Il viaggio in autobus fino a Carona è tranquillissimo. Quasi tutti dormono, qualcuno chiacchiera. E si guarda il tempo... che volge al peggio.
Al punto che arrivati a Carona, riceviamo la notizia: partenza rinviata di 30 minuti. Perché lassù, tra i passi che dobbiamo affrontare, ci sono pioggia e nebbia. E avanzare così è pericoloso. Anche qui, bravi organizzatori. Se le gare diventano pericolose, si fermano. Punto. Ora penso a quelli impegnati nella Lunga, da 140 k. Chissà come stanno.
Ore 8.30, il via. Un giro del lago di Carona per sgranare il gruppo e poi su. Molto su. Si inizia a salire e sembra non si smetta mai. In effetti si procede un po' lenti. Complice il fango, o i sassi scivolosi o la troppa gente per un single track. In effetti, forse il giro del lago poteva essere un tantino allungato, vista la strettoia, per dare il tempo al gruppo di assottigliarsi. Si sale verso i Laghi Gemelli, in un paesaggio da fiaba. Tipo il Signore degli Anelli (visto il maltempo, più verso Mordor che alla Contea).
Poi giù verso Alpe Corte e di nuovo su al Brachino e poi alla Capanna 2000. Un momento. Qui le cose cambiano. La salita non diventa soltanto dura. Diventa estremamente dura. Pietre aguzze, spaccasuole e spaccagambe. Vento e acqua, che si alternano a folate di umidità calda e appiccicosa. La Capanna 2000 arriva dopo un lungo traverso, che se ti dà un po' fastidio l'altezza è meglio che non guardi a destra. Dentro la Capanna (che è un vero e bel rifugio), c'è the caldo, buon cibo e tanta gentilezza. Fuori, invece, c'è una discesa che fa paura a guardarla. Perché è una specie di torrente di fango. Inizio a scendere ma non sto in piedi. Infatti, cado. Poi di nuovo. E di nuovo. E poi cado facendo la spaccata. La gamba sinistra stride. Il dolore è una fucilata. E la mia gara è finita.
Solo che per farla finire davvero devo arrivare alla base vita del Passo di Zambla. Ok. Butto giù una tachipirina e via. Un po' zoppico, un po', scaldandomi, sembra che il dolore passi. Se sono fortunato, è solo uno stiramento (lo era). La Base Vita del Passo di Zambia arriva, finalmente. Mi ci sono volute quasi sei ore. Tutto sommato, neanche male.
Qui l'organizzazione si rivela impeccabile. Vengo immediatamente ricevuto dai medici, che mi mandano in palestra dal fisioterapista. Controllo, massaggio, consigli per il recupero e "sdraiati sul lettino, togli i vestiti bagnati e copriti con la coperta termica. Alle 18 parte la navetta". Cavolo, alle 18? Io sono arrivato qui alle 14.30... devo aspettare. Va bene, pazienza. Qui si sta bene.
Arrivano le 18 e arrivano altri trailer che si devono ritirare. L'unica che non arriva è la navetta. Nemmeno alle 18.30. Nemmeno alle 19. E noi l'aspettiamo nel piazzale, senza una tettoia e con indosso i nostri impermeabili. Ok, che qualcosa andasse storto ci sta.
Anche perché, informati da noi, gli organizzatori si danno da fare. Sono gentili, ci spiegano che il maltempo sta mettendo a dura prova tutto quanto e che stanno pensando di sospendere la gara (lo faranno dopo circa un'ora). Trovano un pullmino che ci porta a Bergamo, lasciandoci dove vogliamo come improvvisando una linea Trail che in città (per ora...) non esiste.
Torno in albergo, con quella vena di tristezza che mi accompagna quando una gara non finisce al traguardo. Tutto sommato, però, è andata bene. Potevo farmi male sul serio.
Stappo una birra "Ultra Trail" ed è davvero ottima.
Come ottimo è stato tutto quanto in questa nuova avventura trail. Dura, durissima. Forse anche troppo per un Trail Classico: in alcuni tratti poteva essere considerata una Skymarathon (vuol dire una gara più dura di un Trail, ma qui si aprirebbe un dibattito infinito...).
Ora ho in testa un paio di pensieri. La mia decima CCC tra tre settimane e una cosa che dovrebbe succedere l'anno prossimo. Non l'hanno ancora detto, ma... quando si corre l'Orobie Ultra Trail 2016?
ps Stamattina, dopo 48 ore di stop sono uscito per allenamento. 10k in scioltezza, pianura a 4.30 al km. Tutto bene, solo un po' di fastidio.
sabato 6 dicembre 2014
Il papà e la Campionessa: al Portofino Trail inizia il viaggio di Vera Poiatti
| Vera Poiatti in allenamento (va be, su strada...). |
"Ciao Carlo!"
"Ciao... sei..."
"Vera!"
"Ah ciao! Come va?"
"Bene. Devo chiederti una cosa".
Non so perché, ma sapevo che avrei detto di sì.
Vera mi ha chiesto di aiutarla a diventare una trailer. Ha alle spalle una maratona, ma nel suo passato (oggi è un quasi avvocato) c'è molto di più. Nel 2003 Vera Poiatti ha conquistato la medaglia di Bronzo ai Campionati del Mondo di Canottaggio ad Atene, nel quattro di coppia.
Dai 10 ai 19 anni la vita della "gracilina" Vera (oggi se casomai mi desse una sberla starei in giro una mezza giornata) è scandita dagli allenamenti. Come dice lei, "niente sabati, domeniche, o Natali".
Vera sa cosa vuol dire impegnarsi e far fatica. Ma per 7 anni, quando scopre l'amore per lo studio del diritto (non è tennis, è giurisprudenza), Vera non fa più nulla. Appende la canoa al chiodo.
Io l'ho conosciuta la scorsa estate. Alla corsa di San Zaccaria, in Oltrepo Pavese. Aveva negli occhi l'entusiasmo di chi ha scoperto un amore nuovo.
Quest'anno, Vera ha messo in archivio la Maratona di Barcellona. E, mi racconta, dopo tanta acqua ha deciso di guardare le montagne.
| Questa è sempre lei, prima (?) dell'allenamento. |
Una vita con la sveglia che suona presto, lo zainetto, il bicchiere obbligatorio, il camel bag, i bastoncini, i carboidrati liquidi, le barrette, l'acqua gasata ai ristori. Una vita che inizia con qualche passo sul Monte di Portofino: ma è già proiettata al Monte Bianco, alla regina degli Ultra Trail.
Una vita coi piedi sui sassi, nel fango, sulle pietre.
Una vita a guardare le montagne con occhi diversi, immaginando il tempo che ci metterai ad arrivare su quella vetta là, per poi chiederti come sarà la discesa di corsa...
Non è la prima volta che aiuto qualcuno a diventare un trailer. È un privilegio e, insieme, una responsabilità. Come si fa? Non è che abbia la ricetta giusta. Rifletto un po' su quello che penso sia giusto. Credo che sia importante iniziare piano, da qualcosa di piccolo: in questo senso, i 26 km del Trail del Monte di Portofino sono perfetti.
Dislivelli interessanti, terreno con tratti semplici e qualche discesa ben tecnica, panorami bellissimi quando le montagne mettono i piedi nel mare, focaccia al ristoro finale.
Domani non correrò per me: domani aiuterò qualcun'altro a capire cosa succede quando in salita sembra di non farcela più. Quando i piedi faranno un po' male, come le caviglie e tutto il resto.
Partiremo insieme e arriveremo insieme.
Ma più di tutto, ho una grande responsabilità: perché l'obiettivo di Vera non è solo quello di "fare una corsa in montagna". Vuole avvicinarsi all'Ultra Trail, le lunghe distanze che ti fanno correre un giorno e una notte.
Domani, al Trail del Monte di Portofino, Vera inizia la sua avventura: quella che la farà diventare un'ultra trailer. Passo dopo passo.
sabato 29 novembre 2014
Perché corro 100 km in montagna
| In vetta al Corno del Renon. |
Nello stesso anno, ho scoperto che si correva anche in montagna. Sul Monte Bianco.
Prima di continuare a leggere, un avvertimento. Qui non ci sono consigli, trucchi o test. Qui vi racconto un po' di me, giusto perché, proprio oggi, mi hanno chiesto per l'ennesima volta "Perché corri?". Di solito, non me la prendo. Ma stavolta la persona che mi ha fatto la domanda ha tirato fuori uno di quei sorrisi del tipo tantoamenonpiaceanzisecondomeèdapirlasifafaticaperniente.
Se non vi interessa, non continuate a leggere sotto la foto. Perdereste tempo.
Mi sono presentato a Chamonix alle 2 di notte, a 8 ore dalla partenza. Le scarpe le avevo comprate alle 17 dello stesso pomeriggio. Non sapevo dove si correva. Non sapevo come vestirmi. Non sapevo quanta fatica avrei fatto. Non sapevo che avrei vomitato due volte salendo lungo il Gran Col Ferret.
mercoledì 24 settembre 2014
Due papà, 100 chilometri. La nostra The North Face Ultra Trail du Mont Blanc - CCC2014
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| Questo sono io che arrivo. Era ancora buio. |
Sì, quasi 15 giorni. Perché a volte c'è troppa emozione: troppe cose che ti sono cresciute dentro. Tanti chilometri, tantissimi contando anche l'allenamento: e bisogna lasciarle un po' decantare.
Ok, come è andata lo sapete: grazie a Facebook e all'applicazione LiveTrail ci avete seguito in tantissimi. Grazie di cuore: perchè rivedere i vostri post di incoraggiamento mi commuove anche ora.
Per la cronaca. Io ho terminato la Courmayeur - Champex - Chamonix in 21 ore, 2 minuti e 25 secondi. Renzo ci ha messo 22 ore, 17 minuti e 25 secondi.
Ci siamo svegliati alle 6.45, la mattina della gara. Avevamo preparato tutto quanto la sera prima, come è giusto. Poi siamo andati in auto da Chamonix a Courmayeur per la partenza. Due amiche speciali, Greta e Sibilla, ci aspettavano nel loro albergo. Con calma, nella hall, abbiamo controllato tutto quanto.
"Ce l'hai la lampada?"
"Sì"
"E l'altra lampada?"
"Sì"
"E le pile?"
"Si"
"E il telo termico?"
"Si"
"E i sali?"
"Carlo, che ne pensi se ti faccio ingoiare lo zaino e le bacchette?"
"Ok, andiamo"
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mercoledì 27 agosto 2014
Come seguire LIVE gli Ultra Papà alla The North Face Ultra Trail du Mont Blanc
| Sì, questi siamo noi due. Al nostro primo trail insieme, le Porte di Pietra edizione 2012. |
La nostra partenza è venerdì alle 9 del mattino da Courmayeur.
Ecco come seguire LIVE momento per momento la nostra corsa.
Qui trovate i dati della corsa in tempo reale (compresa la posizione sulla mappa).
Nel campo di ricerca (in alto a sinistra) basta inserire i nostri cognomi (Dagradi e Zanetti) per avere tutte le info.
Qui invece vi collegate alla LIVE TV, che inizierà a trasmettere a partire dalle 7 del mattino di venerdì.
E potrete vedere in diretta la zona della partenza (che è alle 9 del mattino di venerdì, Webcam Courmayeur), dell'arrivo (Finisher Zone) e il ristoro a metà gara della CCC (Webcam Champex).
Non solo. Grazie alla applicazione LiveTrail, sulla mia pagina Facebook riceverete aggiornamenti in tempo reale sulla base dei passaggi ai checkpoint.
lunedì 25 agosto 2014
Inizia la The North Face Ultra Trail du Mont Blanc: LIVE in TV
Oggi alle 17.30 inizia la prima gara della The Norh Face Ultra Trail du Mont Blanc, la Petit Trotte à Leon. E mancano 4 giorni alla partenza della Courmayeur - Champex - Chamonix: che per Renzo Zanetti e me sarà la Corsa degli Ultra Papà.
Qui sotto, il collegamento LIVE con la Ultra Trail Du Mont Blanc Web TV
Il post continua sotto il video.
UTMB® Live 2014 - English di UltraTrailMontBlanc
Sì, perché essere un papà e un ultramaratoneta è possibile. Non che non si faccia fatica, ma si può.
Sabato, per esempio, è stato un appuntamento importante: l'ultimo lungo di corsa. Quella distanza che, quando la fai, chiudi l'allenamento per un trail di quelli importanti.
Qui sotto, il collegamento LIVE con la Ultra Trail Du Mont Blanc Web TV
Il post continua sotto il video.
UTMB® Live 2014 - English di UltraTrailMontBlanc
Sì, perché essere un papà e un ultramaratoneta è possibile. Non che non si faccia fatica, ma si può.
Sabato, per esempio, è stato un appuntamento importante: l'ultimo lungo di corsa. Quella distanza che, quando la fai, chiudi l'allenamento per un trail di quelli importanti.
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venerdì 22 agosto 2014
Cosa mangiare per correre un Ultra Trail: i giorni prima
| Colazione per allenamento intenso: proteine (uova e prosciutto) e carboidrati (pane integrale, pomodori, mela). |
Quando dico che corro in montagna (e quando ho stressato a puntino l'interlocutore, al punto che mi chiede quanti chilometri faccio), di solito ci sono due domande, in sequenza. La prima: "Eh? Ma quanti giorni ci metti a fare 100 chilometri?". La seconda: "Ma cosa mangi?".
Alla prima è inutile rispondere. La seconda, invece, merita un approfondimento.
Decidere cosa, quanto e quando mangiare per allenarsi a correre una ultramaratona in montagna è questione complessa: tanto quanto lo è l'assunzione del cibo durante la corsa e dopo, per ottimizzare il recupero.
Premetto che io ho scelto, nel 2008, di seguire la strategia alimentare Zona: significa che il 40% delle calorie che assumo ogni giorno viene dai carboidrati, il 30% dalle proteine e il restante 30% dai grassi.
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giovedì 21 agosto 2014
Due papà alla The North Face Ultra Trail du Mont Blanc /4 - Diamo i numeri
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| La partenza della CCC edizione 2013. |
Primo numero. Mancano 8 giorni alla partenza della The North Face Ultra Trail du Mont Blanc - CCC, la 101 chilometri di montagna che correremo insieme. Come ci sentiamo? Be, io sono abbastanza tranquillo. Anzi, no. Sono nervosamente concentrato, come mi ha detto una volta Felix Baumgartner prima di lanciarsi da un elicottero. E tu, Renzo? «Sto bene. Sono preparato per arrivare fino al traguardo. Ma più di tutto, voglio divertirmi e vivere tutte le emozioni di questa esperienza».
Secondo numero. Noi facciamo una gara: ma la The North Face UTMB è fatta di 5 gare diverse. La Ultra Trail du Mont Blanc vera e propria, lunga 166 chilometri, che compie il giro completo con partenza e arrivo a Chamonix. La Sur les Traces des Ducs de la Savoie (TDS), da 119 km, partenza a Chamonix e arrivo a Courmayeur. La pazzesca Petit Trotte à Leon (PTL) da 300 km: una corsa a squadre senza classifica, per esperti di corsa e di orienteering. E la neonata OCC, 53 km, da Orsières a Chamonix, fatta per avvicinare altri appassionati al mondo dei trail.
Sotto il video con il trailer della corsa degli Ultra Papà, gli altri numeri di questa pazzesca avventura. Attenti: alcuni sono davvero impressionanti...
Secondo numero. Noi facciamo una gara: ma la The North Face UTMB è fatta di 5 gare diverse. La Ultra Trail du Mont Blanc vera e propria, lunga 166 chilometri, che compie il giro completo con partenza e arrivo a Chamonix. La Sur les Traces des Ducs de la Savoie (TDS), da 119 km, partenza a Chamonix e arrivo a Courmayeur. La pazzesca Petit Trotte à Leon (PTL) da 300 km: una corsa a squadre senza classifica, per esperti di corsa e di orienteering. E la neonata OCC, 53 km, da Orsières a Chamonix, fatta per avvicinare altri appassionati al mondo dei trail.
Sotto il video con il trailer della corsa degli Ultra Papà, gli altri numeri di questa pazzesca avventura. Attenti: alcuni sono davvero impressionanti...
mercoledì 13 agosto 2014
Correre in montagna con la pioggia: la giacca The North Face Storm Blocker
| Il test della Tnf Storm Blocker sul Monte di Portofino: ottimo il cappuccio, che si adatta molto bene alla testa. |
Le condizioni per testare una giacca così c'erano tutte. Umido, caldo e nubi pazzesche in vetta al Monte, pronte ad accogliermi.
La giacca Storm Blocker è stata disegnata appositamente per la corsa in montagna, in particolare proprio per la The North Face Ultra Trail du Mont Blanc. Cosa succede quando incontri la pioggia durante una corsa in montagna? Ok, ti bagni. E, solitamente, l'acqua è fredda. Tu stai correndo, quindi sudi un sacco. Ed ecco che avere addosso qualcosa di impermeabile diventa controproducente: perché ti protegge dall'acqua che sta fuori, ma ti fa annegare in quella che produci tu. Già, il tuo sudore.
sabato 9 agosto 2014
Due papà alla The North Face Ultra Trail du Mont Blanc /3
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| Piz Sorega, Piz La Ila, Col Alt e Pralongià, le zone di Moviment in Alta Val Badia. |
Le teorie sono molte. La mia, personalissima, è che le tabelle non mi siano utili. Per nulla. Non dico che non lo siano in assoluto. Non servono a me.
Una volta ho ascoltato Marco Olmo, il grande ultramaratoneta italiano capace di vincere la The North Face Ultra Trail du Mont Blanc a 60 anni. "Per allenarti alla corsa in montagna, corri in montagna. Per tre, quattro, anche cinque ore. Poi stringi i denti. E impara a resistere".
Così facciamo Renzo e io. Per la cronaca, Renzo ha corso una maratona 24 ore fa, chiudendola in poco più di 4 ore. Con lo zainetto sulle spalle. Non si è tirato il collo, ma non ha neppure passeggiato. Ha fatto la cosa più importante, quella di mettere chilometri nelle gambe.
Il post continua dopo il video.
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martedì 5 agosto 2014
ESCLUSIVO - Test del Gps da running Epson SF 710: 30 ore di batteria!
Quanto dura la batteria dell'orologio Gps da running? Be, ammettendo di registrare il segnale una sola volta al minuto, i modelli migliori arrivano a circa 25 ore. Ce n'è di avanzo, per una maratona. Per un trail, invece, no. Perché registrare i dati una volta soltanto al minuto, quando magari si sta correndo in discesa per un sentiero tortuoso, porta inevitabilmente a tirare "linee dritte". Risultato, il Gps traccia meno strada di quella percorsa in realtà.
Sono andato in Giappone per testare un nuovo Gps, prodotto da Epson. Ecco come è andata.
Il post continua dopo il video.
Se si sceglie di registrare una volta al secondo, per aumentare la precisione della misura, la durata della batteria scende a 12 o perfino 8 ore soltanto. Sì, soltanto. La corsa degli Ultra Papà, per esempio, ci impegnerà per almeno una ventina di ore.
Ma un Ultra Trail da oltre 70 km dura più di 12 ore per la maggior parte dei corridori. Come risolvere il problema? C'è chi si ingegna agganciando al proprio zaino qualche caricabatterie solare (ce ne sono in commercio per pochi euro). Ma: 1) Funziona solo se c'è il sole. 2) Ti costringe a correre con un fastidioso cavetto che passa dentro la manica e ti esce all'altezza del polso, prima di agganciarsi al tuo orologio. Bleah.
Epson ha risolto il problema. Sì, Epson. Quell'azienda giapponese che fa le stampanti. E anche il meteo. Giuliacci, prima padre e poi figlio, per fare un nome.
Be, ora si sono inventati un Gps che arriverà in Europa il prossimo mese di settembre. E se davvero fa quel che dice, sarà una vera rivoluzione. La batteria del Gps Epson SF 710 dura 30 ore: e non puoi nemmeno variare l'opzione di ogni quanto salvare i dati. Salva sempre in continuo, un dato Gps al secondo. Come fa? Be, questo non me l'hanno raccontato. Mi hanno soltanto detto di aver inventato una batteria rivoluzionaria e un chip Gps efficientissimo.
Sono andato in Giappone perché volevo vedere se era vero. Bè, è vero.
Quando arriverà in Italia? Non si sa ancora, ma il dato certo è entro il 2015. E quanto costerà? Anche questo è un mistero, ma pare meno dei top di gamma attualmente sul mercato.
ps. Un grazie speciale ad Alessio Lana per le riprese!
Sono andato in Giappone per testare un nuovo Gps, prodotto da Epson. Ecco come è andata.
Il post continua dopo il video.
Se si sceglie di registrare una volta al secondo, per aumentare la precisione della misura, la durata della batteria scende a 12 o perfino 8 ore soltanto. Sì, soltanto. La corsa degli Ultra Papà, per esempio, ci impegnerà per almeno una ventina di ore.
Ma un Ultra Trail da oltre 70 km dura più di 12 ore per la maggior parte dei corridori. Come risolvere il problema? C'è chi si ingegna agganciando al proprio zaino qualche caricabatterie solare (ce ne sono in commercio per pochi euro). Ma: 1) Funziona solo se c'è il sole. 2) Ti costringe a correre con un fastidioso cavetto che passa dentro la manica e ti esce all'altezza del polso, prima di agganciarsi al tuo orologio. Bleah.
Epson ha risolto il problema. Sì, Epson. Quell'azienda giapponese che fa le stampanti. E anche il meteo. Giuliacci, prima padre e poi figlio, per fare un nome.
Be, ora si sono inventati un Gps che arriverà in Europa il prossimo mese di settembre. E se davvero fa quel che dice, sarà una vera rivoluzione. La batteria del Gps Epson SF 710 dura 30 ore: e non puoi nemmeno variare l'opzione di ogni quanto salvare i dati. Salva sempre in continuo, un dato Gps al secondo. Come fa? Be, questo non me l'hanno raccontato. Mi hanno soltanto detto di aver inventato una batteria rivoluzionaria e un chip Gps efficientissimo.
Sono andato in Giappone perché volevo vedere se era vero. Bè, è vero.
Quando arriverà in Italia? Non si sa ancora, ma il dato certo è entro il 2015. E quanto costerà? Anche questo è un mistero, ma pare meno dei top di gamma attualmente sul mercato.
ps. Un grazie speciale ad Alessio Lana per le riprese!
lunedì 4 agosto 2014
Due papà alla The North Face Ultra Trail du Mont Blanc /2
| Un trucco per allenarsi coi cuccioli: usare un passeggino da trekking. ps. Così la moglie fa le foto ed è contenta. |
Nell'attesa di beccarvi la storia, leggete qui sotto chi è Renzo. E cuccatevi qualche trucco per allenarsi con la famiglia, nelle foto.
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venerdì 25 luglio 2014
Due papà alla The North Face Ultra Trail du Mont Blanc
Courmayeur, venerdì 29 agosto. Ore 9 del mattino. Due papà. Cento chilometri di corsa.
E una montagna da affrontare, il Monte Bianco.
Il post continua dopo il video.
Otto anni fa, nel 2006, ho provato per la prima volta l'emozione di un Ultra Trail. E ho potuto farlo nella regina di queste corse, la The North Face Ultra Trail du Mont Blanc.
Dopo 45 chilometri, a Champex Lac, mi sono ritirato. Sfatto. Ma cambiato, per sempre.
E una montagna da affrontare, il Monte Bianco.
Il post continua dopo il video.
Otto anni fa, nel 2006, ho provato per la prima volta l'emozione di un Ultra Trail. E ho potuto farlo nella regina di queste corse, la The North Face Ultra Trail du Mont Blanc.
Dopo 45 chilometri, a Champex Lac, mi sono ritirato. Sfatto. Ma cambiato, per sempre.
Quest'anno, affronto la The North Face Ultra Trail du Mont Blanc - CCC (Courmayeur Champex Chamonix) - per la nona volta. Ma non sarò solo. L'amico Renzo Zanetti, triatleta sedotto dai trail, sarà al mio fianco. Due papà, insieme, affronteranno le salite e le discese della montagna più alta d'Europa.
E potrete seguirci, in diretta sul blog quantocorripapa.blogspot.it, momento per momento.
Da oggi al 29 agosto vi racconteremo allenamenti, sensazioni, difficoltà ed emozioni.
Potrete vivere giorno per giorno il nostro avvicinamento alla The North Face Ultra Trail du Mont Blanc. E alla sera di giovedì 28 agosto, quando arriveremo a Chamonix per il ritiro del pettorale, inizieremo a raccontarvi la corsa "da dentro".
La mattina successiva, giorno della gara, potrete sapere in ogni istante dove ci troviamo, grazie alla copertura live della corsa dalle 9 del mattino.
Da oggi al 29 agosto vi racconteremo allenamenti, sensazioni, difficoltà ed emozioni.
Potrete vivere giorno per giorno il nostro avvicinamento alla The North Face Ultra Trail du Mont Blanc. E alla sera di giovedì 28 agosto, quando arriveremo a Chamonix per il ritiro del pettorale, inizieremo a raccontarvi la corsa "da dentro".
La mattina successiva, giorno della gara, potrete sapere in ogni istante dove ci troviamo, grazie alla copertura live della corsa dalle 9 del mattino.
Cosa significa preparare un'ultra trail di 100 chilometri? E come si concilia con l'essere papà, in tutto, di quattro figli (due a testa, dai 2 ai 16 anni)? Ve lo racconteremo qui.
Vi faremo vedere che è possibile. Alla fine, siamo sicuri, i nostri figli saranno orgogliosi di noi, comunque vadano le cose.
E chissà che, il prossimo anno, non ci siano altri papà che vogliono venire a correre con noi.
Vi faremo vedere che è possibile. Alla fine, siamo sicuri, i nostri figli saranno orgogliosi di noi, comunque vadano le cose.
E chissà che, il prossimo anno, non ci siano altri papà che vogliono venire a correre con noi.
#ultrapapatrail
fb carlodagradi
twitter carlodagradi
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venerdì 27 giugno 2014
VIDEO - Correre col passeggino: il test del Thule Chariot CX
Non è che ho sempre ragione. Nel senso, credo di aver ragione abbastanta spesso. Ma qualche volta devo ricredermi. Un po' di tempo fa avevo scritto un post sulla corsa col passeggino.Diciamo che non ero stato tenero.
Ho provato un passeggino disegnato da e per i runner, il Thule Chariot Cx. In effetti non è solo un passeggino: si può collegare alla bicicletta e perfino usare con slitte al posto delle ruote per quando c'è molta neve.
Non solo. Grazie a un attacco speciale, potete anche agganciarvelo ai fianchi come un risciò. Be, questa non l'ho provata.
Il resto sì, come potete vedere nel video qui sotto.
lunedì 23 giugno 2014
Correre più veloce del Sole, intorno al Monte Bianco
Aggiornamento - Ecco il video della corsa. Da vedere (Wow). Sotto, continua la notizia.
Correre all'alba è bellissimo. Non so bene perché, ma penso che sia qualcosa che ha a che fare coi cicli circadiani. O forse, con un programma neurale che non sa niente di sveglie o lampadine, ma funziona con comandi semplici: c'è buio, dormi. C'è luce, alzati. E corri.
Ci sono corridori dell'alba e corridori del tramonto. E poi ci sono quelli che corrono per tutta la durata della giornata. Anzi, che corrono per battere il sole.
Lo hanno fatto, riuscendoci, gli atleti che hanno partecipato a una sfida pazzesca organizzata da Asics. Outrun the Sun intorno al Monte Bianco il 21 giugno, nel giorno più lungo, quando il Sole è più "lento" che mai. Lento al punto che gli atleti sono riusciti a correre più veloci del Sole, girando intorno al Monte Bianco in 15 ore, 3 minuti e 37 secondi: 37 minuti dopo, il Sole è tramontato.
Xavier Thevenard, vincitore nel 2013 dell' Ultra-Trail du Mont-Blanc, Kota Araki, ultratrailer, Jonas Budd, detentore del record del mondo sulle 100 miglia in montagna e Thomas Lorblanchet, ex campione del Mondo di Trail Running: questi sono i vincitori della sfida. Che hanno anticipato soltanto di 33 secondi i loro sfidanti: Genis Zapater, scialpinista e trailer, Megan Kimmel, trail runner, Sylvaine Cussot, trail runner, Lukas Naegele, mezzofondista, Iazaldir Feitoza Santana, runner, Holly Rush, maratoneta.
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| Il Team Ultratrail al traguardo di Chamonix. |
Ci sono corridori dell'alba e corridori del tramonto. E poi ci sono quelli che corrono per tutta la durata della giornata. Anzi, che corrono per battere il sole.
Lo hanno fatto, riuscendoci, gli atleti che hanno partecipato a una sfida pazzesca organizzata da Asics. Outrun the Sun intorno al Monte Bianco il 21 giugno, nel giorno più lungo, quando il Sole è più "lento" che mai. Lento al punto che gli atleti sono riusciti a correre più veloci del Sole, girando intorno al Monte Bianco in 15 ore, 3 minuti e 37 secondi: 37 minuti dopo, il Sole è tramontato.
Xavier Thevenard, vincitore nel 2013 dell' Ultra-Trail du Mont-Blanc, Kota Araki, ultratrailer, Jonas Budd, detentore del record del mondo sulle 100 miglia in montagna e Thomas Lorblanchet, ex campione del Mondo di Trail Running: questi sono i vincitori della sfida. Che hanno anticipato soltanto di 33 secondi i loro sfidanti: Genis Zapater, scialpinista e trailer, Megan Kimmel, trail runner, Sylvaine Cussot, trail runner, Lukas Naegele, mezzofondista, Iazaldir Feitoza Santana, runner, Holly Rush, maratoneta.
Due squadre, un'unica impressionante staffetta lungo 152 km con un dislivello di 9.600 metri, più in alto del Monte Everest. E una escursione termica da 0 a 27 °C.
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| Lukas Naegele, atleta tedesco del Team Ultratrail impengato nella Asics Outrun The Sun. |
Il 21 giugno io non ero a Chamonix. Ma quando ho saputo della loro incredibile avventura, mi è venuta voglia di alzarmi all'alba. E di affrontare una montagna. L'ho fatto ed è andata bene.
Al ritorno, ho incontrato un altro trailer. Mi ha superato, mi ha salutato e, prima di un bivio, mi ha aspettato. Per dirmi ciao, ci vedremo la prossima volta.
Chissà se qualcosa di simile è passato nella testa e nel cuore delle due squadre di Asisc Outrun the Sun. Il Sole, in realtà, non lo puoi battere davvero. Lo superi e poi lo aspetti.
Perché, come dice Marco Olmo, il grande ultratrailer italiano, perfino ogni sasso che calpesti ha più storia di te. Nei volti e negli occhi degli 11 straordinari trailer di Outrun The Sun c'è quella consapevolezza. La stessa che c'è in ogni vero runner.
mercoledì 21 maggio 2014
Alle Porte di Pietra, corro perché ho midollo
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| All'arrivo, sembro un concorrente dello Sconvolt Quiz. |
Già, perché quest'anno ho corso per la quinta volta Le Porte di Pietra. Settantun chilometri di appennino ligure. Quattromila metri di dislivello. Partenza e arrivo a Cantalupo Ligure. Ed è stata una volta "più speciale delle altre".
Le Porte di Pietra vanta, giustamente, il primato dell'Ultratrail decano d'Italia. E' una corsa fantastica, dura, fatta di salite e discese lunghe e impegnative. Si corre e si cammina, arrancando un po', sulle pendici delle montagne (per me) più belle dell'appennino Ligure. Il monte Antola, il Carmo, il Legna, il Chiappo, l'Ebro. Le zone della Via del Sale.
Partiti da Cantalupo alle 6.00 del mattino, siamo stati accolti e coccolati da sole e aria fredda. Sì, di solito è un pessimo mix. Ma quando si corre in montagna, quei 10 gradi di media sono una manna dal cielo. Nè caldo nè freddo. Va bene così.
Si attacca subito a salire, dopo la Passerella di Pertuso. Via, su per un sentiero con corda e catena da andar su mani e piedi fino alla croce degli alpini. Sono con Renzo, grande amico e grande triatleta, compagno di follia proprio lungo la Via del Sale.
Procediamo insieme, su un buon tempo. L'idea è quella di finire in meno di 12 ore. Costa Salata, una bella serie di su e giù. E poi la salita al monte Buio, antipasto dell'Antola. Ed ecco, la crisi di stomaco. Nausea. Non riesco a mangiare le barrette e anche l'acqua diventa fastidiosa. Renzo mi stacca.
E si avvicina lui. A vederlo, pare Ibrahimovic. Anzi, per me che sono cotto da un accenno di ipoglicemia, è Ibrahimovic.
"Ciao. Com'è?"
"Eh va mica male dai. E tu?"
Diosanto, parla come Valentino Rossi.
"Ma sì..."
"Di dove sei?"
"....p...a....ia..."
"Eh?"
"Pa....VIA"
"Ah. Io son di Modena... Ma Pavia Pavia o...?"
"Senti scusa... mi devo concentrare, ho la nausea e..."
"No, scusami tu!"
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| Christian (a sinistra) e Renzo (a destra) all'arrivo delle Porte di Pietra. |
Via di nuovo. La discesa dall'Antola è un volo. Capanne di Carrega, trovo papà che fa assistenza, Renzo è avanti di 10 minuti. Attacco il Carmo, di nuovo in volo verso Capanne di Cosola. Di nuovo il rifornimento, Renzo è avanti di 6, 7 minuti.
Chiappo, Ebro e Giarolo. Le tre salite finali. E la discesa nella pietraia. All'arrivo, Renzo mi ha preceduto di 8 minuti. Greta mi accoglie con una birra: ed è bellissimo accorgersi che ci sono amici che ti hanno pensato mentre davi l'anima per 11 ore e 37 minuti.
Ma è ancora più bello accorgersi che Ibrahimovic si chiama Christian De Maria. Che è socio Admo, come me. E che si è inventato una iniziativa favolosa, Corro perché ho midollo. Christian non è solo uno che ama la montagna e il trail. E' uno che ama gli altri. Quelli che non sa come si chiamano: sa solo che hanno bisogno del nostro midollo osseo per guarire dalla leucemia.
A tavola, dopo la corsa, si siede davanti a me. E mi racconta, con un sorriso che non risente della stanchezza dei 71 km, la sua voglia di correre per gli altri.
Mi vengono da dirgli poche parole.
"Senti, scusami... sono stato scortese. Ma ero davvero cotto, non stavo bene..."
"Ma scherzi? Cercavo di parlarti un po' perché ti ho visto in difficoltà".
Non servono altre parole. Correndo ci si capisce benissimo.
Adesso, fate qualcosa di utile.
Diventate donatori di midollo osseo.
mercoledì 9 aprile 2014
LA VIDEO PROVA: corsa in montagna con le Vibram Fivefingers Spyridon LS
Correre a piedi nudi (o quasi) è bello e possibile. Ok, con un po' di attenzione e di giusto condizionamento del piede.
A me piace: ma non mi sento in grado di correre una maratona completa senza una scarpa da running.
Ho scelto di fare un allenamento alla settimana con le Vibram Fivefingers, le scarpe con le dita. Corro lungo le piste ciclabili o su asfalto.
Va bene, ma... se si vuole correre su sterrato? Come si fa coi sassi?
Be, si può fare. Ho testato le Vibram Fivefingers Spyridon LS: scarpe concepite per dare la possibilità agli amanti del barefooting (la corsa a piedi nudi) di cimentarsi anche sui sentieri sterrati e sui tratti tecnici dei trail.
Come funzionano? Grazie a una membrana speciale riescono a distribuire l'impatto di un sasso o di una radice, che colpiscono la pianta in un punto preciso, su tutto l'arco plantare, diminuendo drasticamente il colpo.
Le ho provate sugli stessi sentieri di un precedente test comparativo, quello che ho fatto un paio di anni fa sulle TrekSport, un modello di Vibram Fivefingers nate per i trekking e "piegate" alla corsa in montagna.
Il migioramento c'è, ed è molto ben percepibile. Il post continua sotto il video.
La pianta del piede è protetta e stabile durante la corsa sia su asfalto che in sterrato. E anche le dita dei piedi, "fasciate" dalla suola che risale fino a coprire la punta e l'unghia, sono al riparo da brutti incontri ravvicinati con sassi e ramoscelli.
Le consiglio per allenamenti in montagna brevi, non superiori ai 10/12 km, anche per non sovraccaricare e mettere a rischio l'articolazione della caviglia.
A me piace: ma non mi sento in grado di correre una maratona completa senza una scarpa da running.
Ho scelto di fare un allenamento alla settimana con le Vibram Fivefingers, le scarpe con le dita. Corro lungo le piste ciclabili o su asfalto.
Va bene, ma... se si vuole correre su sterrato? Come si fa coi sassi?
Be, si può fare. Ho testato le Vibram Fivefingers Spyridon LS: scarpe concepite per dare la possibilità agli amanti del barefooting (la corsa a piedi nudi) di cimentarsi anche sui sentieri sterrati e sui tratti tecnici dei trail.
Come funzionano? Grazie a una membrana speciale riescono a distribuire l'impatto di un sasso o di una radice, che colpiscono la pianta in un punto preciso, su tutto l'arco plantare, diminuendo drasticamente il colpo.
Le ho provate sugli stessi sentieri di un precedente test comparativo, quello che ho fatto un paio di anni fa sulle TrekSport, un modello di Vibram Fivefingers nate per i trekking e "piegate" alla corsa in montagna.
Il migioramento c'è, ed è molto ben percepibile. Il post continua sotto il video.
La pianta del piede è protetta e stabile durante la corsa sia su asfalto che in sterrato. E anche le dita dei piedi, "fasciate" dalla suola che risale fino a coprire la punta e l'unghia, sono al riparo da brutti incontri ravvicinati con sassi e ramoscelli.
Le consiglio per allenamenti in montagna brevi, non superiori ai 10/12 km, anche per non sovraccaricare e mettere a rischio l'articolazione della caviglia.
sabato 29 marzo 2014
Test in corsa: le Vibram Fivefingers Spyridon LS
Di corsa sul Monte di Portofino per testare le Vibram Fivefingers Spyridon. In barefooting anche nei Trail. Tra breve il test completo!
Ubicazione:
Genova Genova
sabato 8 marzo 2014
La corsa più dura del mondo
| La Courmayeur - Champex - Chamonix nell'agosto del 2009. |
Nel 2008 ho rinunciato a Bovine (64 km), dove non ci si può fisicamente ritirare: ho detto al mio compagno Mirko di proseguire e mi sono trascinato, di nuovo, a Trient. Maledetta Trient.
Nel 2009 ho deciso che sarebbe stato l'ultimo tentativo. Quando corri per più di 20 ore, nel freddo, a tratti perfino nella neve anche se è agosto, ti senti solo. E' normale che ti senti solo: e la solitudine ti fa nascere pensieri duri, è il terreno fertile per l'abbandono. In un Ultra Trail, quando pensi di abbandonare, hai già abbandonato.
Ma io nel 2009 non ero solo. Mia moglie era a Parigi. Mio figlio era con lei, anche se non lo sapevamo. Sarebbe nato 9 mesi dopo. Io ero a Chamonix con la mia mamma. Che mi ha accompagnato dicendomi "Penso che sia da matti fare queste corse, ma se è la quarta volta che provi a farla, vuol dire che ci tieni. Quindi ok, ci vengo con te".
Mia mamma amava molto Chamonix: perché è stata la seconda donna a salire sulla funivia del Monte Bianco, nel 1958. Lo raccontava, dicendo che le avevano offerto un mazzo di fiori. E un grappino, perché lassù faceva un gran freddo. Aveva 15 anni.
| Con la mia mamma, al traguardo della CCC nel 2009. |
Ho preso il cellulare e l'ho chiamata. Mi ha detto di stare tranquillo. Mi ha detto che cominciava ad arrivare gente al traguardo. E che lei li vedeva passare stando sul balcone della nostra stanza all'Hotel Alpina.
Mi ha detto che dovevo solo aspettare l'alba. Che, quando l'avrei vista, sarebbe stato un giorno nuovo. E che avrei trovato la forza di continuare a correre. L'ho fatto. E lei aveva ragione.
I chilometri tra Vallorcine e la Tete aux Vents sono stati più facili del previsto. Anche la discesa a Chamonix è volata via. Ho sentito una emozione crescente, sembrava che ogni passo fosse più facile del precedente. Entravo in paese, superavo il ponte. Passavo sotto l'hotel Alpina e facevo le ultime curve tra la gente. Sapevo che lei era là, sul traguardo, ad aspettarmi. Quando mi ha visto, ha fatto un saltino e si è messa a piangere. Così l'ho presa per mano e ho corso con lei fino al traguardo.
Sentivo la gente che diceva "Bravo, Madame!". Perché si sono commossi per lei, che ha corso con me. A cinque metri dal traguardo, ha lasciato la mia mano. "Non ce la faccio a correre così, e poi devi tagliarlo tu, da solo". L'ho fatto. E non l'ho mai dimenticato.
Come non ho mai dimenticato le parole che mi ha detto dopo. "Stanotte, a ogni persona che vedevo passare, io gridavo Bravo Carlo!!! Perché per me era come se tu fossi ciascuno di loro".
| Poco prima che mi dicesse "Vai tu". Lei era così. |
Ciao, mamma. E grazie di tutto.
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